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piccoli spunti di riflessione sull’arte contemporanea

Oltre tre milioni di spettatori per le meraviglie dall’ Italia di Alberto Angela

Le bellezze artistiche paesaggistiche e storiche di una città senza tempo: Siracusa

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Raccontata dalla suadente voce di Alberto Angela, è la straordinaria storia della fondazione di Siracusa, città tra le  più belle e antiche della grecità d’Occidente. Isola nell’isola Ortigia, dal greco Ortux (dalla forma simile a una quaglia) è il cuore della fondazione nel cui centro di Piazza Duomo nel substrato sotto la pavimentazione tracciato da cosiddette “linee” della presenza di evidenza archeologica, si trova l’Oikos corinzia. La prima casa, esattamente dinnanzi al Duomo, monumento, che viene equiparato dal narratore, a buon diritto,  quasi ad una sorta di “astronave” che viaggia nel tempo, ma del resto come altri manufatti insistenti in città: era infatti, dapprima l’Athenaion dedicato dal suo fondatore, Gelone alla dea che aveva concesso la vittoria a Siracusa contro Cartagine. Maestoso e imponente sovrasta la piazza trasformata nel corso dei secoli, fino ad assumere l attuale aspetto della facciata barocca. Dal Duomo si scende verso via Picherali alla cosiddetta fonte Aretusa che da origine al mito di Alfeo, la personificazione del più grande fiume del Peloponneso, il quale, persa la testa per la giovane ninfa Aretusa, mentre faceva il bagno, trasformata dalla gelosa Artemide in fonte, per sfuggire alla passione di quest’ultimo, costui infine la raggiunse dalla Grecia a Ortigia unendosi a lei per sempre.

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Nel 1894 venne alla luce la magnifica scultura della cosiddetta “Venere Landolina” il cui nome risale al suo scopritore, ed è Maupassant a deliziarci con la descrizione conturbante della scultura: “non ha la testa, le manca un braccio è la donna, così com’è, come la si ama, come la si vuole stringere, una Venere carnale(…)” Il conte appassionato di archeologia trovo’ infatti una copia romana della Venere di Milo nei sui giardini, quest’ultima, oggi ospitata al museo Paolo Orsi che raccoglie le testimonianze archeologiche della città dalla preistoria all’epoca paleocristiana e medioevale.

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Non si può pensare di visitare Siracusa senza aver “vissuto” la storia del parco archeologico della Neapolis, luogo che raccoglie otto secoli di dominazione dalla preistoria all’epoca ellenistica, luogo dove insistono le latomie, le cave dalle quali è stata estratta la pietra calcarea per realizzare i numerosi monumenti. Tra le più conosciute l’ Orecchio di Dionisio, alta 23 m e larga 5 m profonda 66 m. Scavata nella roccia segue l’ andamento morfologico dalla caratteristica forma ad S, che contribuisce all’ effetto acustico che diede sviluppo alla leggenda creata nel1608 dal Caravaggio in visita nella città, secondo la quale il tiranno avrebbe udito le discussioni dei prigionieri da una finestrella situata in alto, grazie agli effetti acustici naturalmente amplificati. È lo stesso parco della Neapolis che ospita il teatro greco più antico dell’antichità scavato nella roccia per opera del tiranno Gelone nel V sec. a C, più grande dello stesso teatro di Atene e la cui tradizione degli spettacoli classici da un centenario, si rinnova ogni anno con il ciclo di rappresentazione in scena dal mese di maggio a luglio.

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Città strategica per il suo porto, il più grande del Mediterraneo occidentale, meta di conquista greca, cartaginese e romana, specie per il famoso forte,  trasformato nel 1038 nel castello Maniace, inaugurato dal generale eponimo e costruito dall’architetto Riccardo da Lentini, che dopo due secoli divenne il centro del potere di Federico II.

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Conclude Alberto Angela,  il suo breve viaggio che ha raccolto davanti alla TV più di tre milioni di spettatori, alludendo alle vicissitudini delle conquiste che hanno dato memoria a luoghi e monumenti senza soluzione di continuità. Ma è d’obbligo in questa descrizione così accurata e incantevole aggiungere la menzione alla nostra patrona Lucia, le cui catacombe sono oggi meta di visite e la cui Basilica in borgata ospita la celebre tela del Caravaggio il “Seppellimento di S. Lucia”, venerata dai Siracusani con vere processioni di devoti. Siracusa è anche la città della miracolosa lacrimazione della Madonna, riconosciuta dalla Chiesa Cattolica come il miracolo più grande e il cui santuario insiste come una grande lacrima al centro  della città.

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Una città magica, straripante di storia e di grandezza pari ad un vero museo all’aperto, è proprio un vero mistero d’incanto la mia città.

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2 commenti
  1. Giusi Mauri
    Giusi Mauri dice:

    Un orgoglio per la magnifica città di Siracusa, riconoscerle il lustro che la rende veramente unica al mondo. Grazie cara Dott.ssa Oddo 🌹

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