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piccoli spunti di riflessione sull’arte contemporanea
L”inappropriata definizione di “ridicola ed infantile” alla petizione contro il doppio incarico di Gian Maria Tosatti
quanto ardore nello spostare l attenzione ad altri argomenti piuttosto che ammettere che l italiano si qualifica sempre per quello che è.
TESTO DELL’AUDIO
… Dio solo sa quanta compattezza, coesione e solidarietà c’è invece nel popolo italiano!! Mi verrebbe da chiedere a questo “arguto” quanto provocatorio articolo – commento.
La risposta è nessuna!!
Ci definiamo popolo quando in realtà siamo più disgregati, disuniti e divisi di una stessa aggregazione umana di tipo tribale. A cominciare dal nostro governo che vanta al suo interno una moltitudine di rappresentanza all’opposizione.
E allora caro Tonelli, ma di che cosa parliamo?
Additare come ridicola e infantile una petizione indetta dall’Associazione AWI, che avrà certo la sua dignità professionale di settore, nella denuncia di un doppio incarico, penso, tra l’altro, fortemente politicizzato, ad un medesimo artista non crea nessuno stupore. Sempre è stato, e sempre sarà. Volere a tutti i costi sbeffeggiare la petizione come ridicola, aggrappandosi ai neologismi che esplicano potenziali razzismi non è altro che la scusa per promuovere, invece, un’apologia in favore di chi semplicemente ha la buona sorte dal suo canto. Perché nessun favoloso estro o talento artistico spicca dinanzi agli occhi degli spettatori nella produzione di Tosatti.
Qualcuno si lamenta in modo più o meno appropriato di questa forma di “concessione” del doppio incarico derivata da un bando. Ebbene sì chiede chiarezza per la procedura del bando. Questo è il messaggio da cogliere.
Ma da sempre in Italia bandi stilati ad hoc sono stati effettuati per favorire categorie di persone piuttosto che altre. Casomai qualcuno potrebbe chiedersi perché schierarsi così arditamente a favore di un artista anziché di un altro. Sempre italiano è!!
E questo è il momento decretato dalla sorte, di Tosatti che ha superato l’agognata partecipazione alla Biennale grazie alla sua installazione ambientale!
Beh un’altra legittima domanda, a questo punto, ma qual è la geniale sottile linea artistica di un’operazione così scontata?!
Forse un reporter fotografo che documenta l’aspetto sociale dell’arte evidenziando la crisi dell’ Occidente? Che la civiltà occidentale è in fallimento non è una scoperta dell’oggi! È stata messa in rilievo diversi anni fa, in primis dalla crisi della Chiesa, in secundis dalle svariate opere d’arte di più ampio respiro artistico vero e proprio che non si relegano alla fotografia, ribattezzata istallazione ambientale, realizzata ad causam.
La “trovata” di Tosatti di istallazione ambientale, mi pare che tutte lo siano, ne ha fatto per gli italiani addetti ai lavori, un pioniere ed un ideatore di una furbata tale, tanto da catapultarlo come l’ unico esponente di spicco degno della Biennale per non parlare del duplice incarico della Quadriennale. E ci si scandalizza per così poco? Come tutto il resto di quegli artisti convinti che parteciperanno alla Biennale solo perché pagheranno fior di quattrini per essere dentro uno di quei padiglioni satellite? Ma ci rendiamo conto che questi eventi sono fortemente detenuti da operazioni che fanno capo a scelte di natura Statale bando o no?
Mai nessun accenno a cosa si cela dietro certi meccanismi di selezione, però, attenzione.
Associazione Awi o no, nel nostro paese si recita il medesimo copione da illo tempore
Che tedio!








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Concordo col dire che l’arte deve essere libera…e non ingabbiata in certi schemi….
Nella libertà di opinione è giusto fare una azione anche di denuncia dei fatti, se fossi in lui accetterei solo una cosa. Certamente non deve prendere nessun emolumento.
Io farei ancora di piu toglierei tutto biennale ect ect e sciogliere tutti questi carrozzoni non solo nell arte. Arte libera
Grazie mille
Per ora, Attendo ulteriori risvolti…