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piccoli spunti di riflessione sull’arte contemporanea

Il mare, il paesaggio, è per sempre… in un tempo inesorabile, pur sopravvivendo alla violenza antropica. In memoria all’imminente anno dedicato a Pasolini e la sua poetica.

La risacca dei flutti sul bagnasciuga della spiaggia di San Benedetto del Tronto è lo sfondo all’ intervista di un Vittorio Sgarbi che invita il cittadino a prendere coscienza della salvaguardia del paesaggio naturalistico contro la massiccia antropizzazione che alle spalle della stessa spiaggia mostra una carrellata di fabbriche di cemento armato che deturpano la visuale e la stessa natura.
L’opinione del critico d’arte e non solo, non può esulare dalla pianificazione del territorio che a livello architettonico deve trovare la sua massima espressione di concerto con l’ambiente. Nell’anniversario del centenario della nascita di Pasolini, Sgarbi non può non essere il fautore della celebrazione della sua poetica del suo animo sensibile, legato all’incantevole dialettica tra arte e paesaggio, antico e moderno, nell’esaltazione della celebre “Forma della città” di Orte, secondo cui il valore paesaggistico sarebbe stato compromesso dalla deturpazione urbanistica. Dapprima la sua antica perfezione stilistica, inquadrata da una “macchina da presa” che poco poco muovendone l obiettivo si perde in un “orrore” per usare l aggettivazione della pellicola del 75, causato da una perturbante insistenza di una fabbrica moderna a spezzare l’armonia pianificata del profilo della città. Vittorio con estrema enfasi invita le istituzioni e gli italiani a volere prendere le distanze da atteggiamenti dannosi per la geomorfologia del territorio con odierne pale eoliche, sfigurando la cornice naturalistica in spregio al decoro e alla storia identitaria, encomiando l’allora “gesto di critica d’arte”di un grande Pierpaolo Pasolini.